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Editoriale Napoli: Quale futuro per gli azzurri?

Dopo lo “psicodramma” vissuto a seguito del mancato accesso alla Champions League, dopo il pareggio interno contro il Verona, i tifosi del Napoli hanno vissuto gli attimi immediatamente successivi alla sfida ed alla conseguente fine del campionato in maniera differente, seppur accomunato da un umore misto a delusione e disillusione anche perchè compromette in maniera pressochè certa il modus operandi che la società azzurra, capitanata da Aurelio De Laurentiis, adotterà nel prossimo futuro.

Napoli senza Champions, di chi la colpa?

Vista e considerata l’importanza economica che l’accesso alla massima competizione europea avrebbe avuto, ma che è sfuggita proprio all’ultima partita della stagione, è lecito attendersi una sorta di ridimensionamento nelle strategie a breve termine nei progetti di De Laurentiis, che ha deciso di accantonare il tecnico Gennaro Gattuso, uno che non è sfuggito alle critiche dopo il pareggio contro gli scaligeri, attraverso un tweet che è stato accolto in maniera non positiva da gran parte della tifoseria. Per molti infatti il principale colpevole e artefice del fallito approdo in Champions sarebbe proprio il presidente azzurro, che avrebbe tolto tranqullità al gruppo ed al proprio allenatore che si è sentito messo “da parte” e non tutelato a sufficienza da parte della dirigenza che già diversi mesi or sono ha lasciato trasparire seppur non in maniera chiara, l’intenzione di cercare un nuovo tecnico.
Il gruppo dei calciatori ha seguito il proprio allenatore che tuttavia non è riuscito ad arrivare fino in fondo dal punto di vista delle motivazioni, come testimoniato dalla prestazione decisamente sotto tono palesata contro l’Hellas Verona, che ha messo in evidenza i limiti caratteriali decisamente importanti nel gruppo azzurro. Al netto degli errori di formazione e di lettura di Gattuso, l’impressione comune è che quest’ultimo abbia fatto fin troppo da “parafulmine”, finendo sul banco degli imputati oltre i propri limiti.

Ridimensionamento

In un momento storico particolare dove sono necessarie ancora più attenzioni dal punto di vista economico, una società che è basata sull’autofinanziamento come il Napoli e non conta sull’appoggio di investitori esterni dovrà per forza di cose ridimensionare il proprio progetto per evitare di “soccombere” contro le milanesi che sono prepotentemente ritornate in auge grazie ad investimenti danarosi: quasi scontate alcune partenze eccellenti (gli indiziati per fare “tesoretto” sono sicuramente Koulibaly e Fabian Ruiz, quest’ultimo convocato con la nazionale spagnola agli Europei) così come anche quelle legate alla futura guida tecnica. De Laurentiis infatti, sempre molto accorto nella scelta degli allenatori, difficilmente riuscirà a convincere Massimilliano Allegri senza Champions, quindi sarà costretto ad “accontententarsi” di una figura meno “intrigante” come Sergio Conceição.
Al netto di pessimismi, quella azzurra è una società si troverà a gestire un momento particolare, e dovrà obbligatoriamente decidere cosa diventare nei prossimi anni, ma che può godere di un parco di calciatori decisamente importante che difficilmente sarà smobilitata in toto, anche se De Laurentiis dovrà per forza di cose fare necessità virtù visto che ai tanti milioni spesi nelle ultime stagioni, non sono arrivati risultati rilevanti. Mai come adesso sarebbe importante fare chiarezza sul futuro della società, magari provando a ricostruire un rapporto per certi versi logoro con la tifoseria del Napoli.

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