ESCLUSIVA TuttoEccellenza – Alessandro Settineri: “Dopo una stagione esaltante con il Ragusa, si guarda al futuro, magari in serie D”

Intervistato da TuttoEccellenza, l’allenatore Alessandro Settineri ha parlato del proprio futuro, senza dimenticare l’eccellente stagione sulla panchina del Ragusa, compagine neopromossa in Eccellenza siciliana, che ha stupito la categoria per l’ottimo andamento del campionato, terminando la stagione nella zona alta della classifica del girone B.

Salve mister, è evidente che ci vorrà ancora un po’ per ritornare al calcio come prima del coronavirus, entro quanto tempo pensa che si tornerà ad una situazione paragonabile alla normalità per quanto riguarda la categoria, anche dal punto di vista dei tifosi?

“La situazione degli stadi senza tifosi perdurerà ancora per i primi mesi della nuova stagione, che saranno di sicuro disputati a porte chiuse, questa è la linea che traspare pur non essendoci nulla di ufficiale: ovviamente non è facile gestire le distanze, quindi capisco le società che hanno problemi ad organizzarsi in tal senso. I primi tempi serviranno probabilmente per testare la nuova realtà per poi decidere se consentire l’accesso agli spettatori”.

Il “saluto” che le ha dedicato il Ragusa, società dove ha lavorato nell’ultimo anno è stato molto sentito. Cosa l’ha portata a non proseguire l’avventura in questa piazza?

“Penso che nell’ultima stagione si sia compiuto qualcosa di straordinario, una stagione esaltante dove avrei avuto possibilità di proseguire nella parte finale della stagione e negli eventuali playoff, ma ho reputato che non vi erano le condizioni necessarie dal punto di vista della progettualità per garantire un’eventuale stagione in Serie D, visto che si era paventata l’ipotesi di ripescaggio anche per il Ragusa. Non essendoci le condizioni per poter ripetere una stagione simile e potermi migliorare, considerato il rapporto bellissimo con la piazza e la tifoseria mi è sembrato corretto andare via, pur senza aver siglato ancora alcun accordo con alcuna società: è stata una scelta dettata dal rispetto che provo verso la piazza”.

Una stagione dall’andamento sicuramente inaspettato…

“Il Ragusa era neopromossa, e dopo una prima parte di campionato in testa alla classifica, ha visto la sostituzione di 14 elementi a causa di vicissitudini e cambi di programmazione, e ma con il mercato che ha rivoluzionato la squadra, siamo stati protagonisti anche nel girone di ritorno con 22 punti conquistati nella seconda parte di campionato a 6 turni dalla fine, tanta roba.
Ho scelto di andare via a prescindere indifferentemente da quale sarà il futuro della società.

C’è qualche aneddoto che ricorda con particolare piacere?

“Porto nel cuore ogni momento della stagione vissuta con questi ragazzi, sia le difficoltà che i momenti belli affrontati insieme, i segreti dello spogliatoio, le scommesse, gli scherzi in un gruppo che avrà sicuramente un futuro in Serie D in molti dei suoi elementi, vedremo se ci sarà un nuovo “riavvicinamento” con alcuni di loro in futuro.

Parlando del futuro, ha già avuto qualche contatto con alcune società?

“E’ risaputo che c’è stato un accostamento al Licata, società di Serie D ed il principio di trattativa con il Troina, club che sta valutando diversi profili e deciderà presto il da farsi, nonchè diversi contatti con molte società di Eccellenza.
Da parte mia la priorità è allenare in Serie D, ovviamente qualora ci fossero le condizioni.

Al di là delle scelte puramente calcistiche, qual’è il “segreto” per lavorare bene in categoria?

“Un allenatore per poter lavorare bene ha bisogno di due fattori: la disponibilità dei calciatori, e la fiducia incondizionata dell’ambiente verso il proprio operato, oltre alle competenze personali che sono necessarie: in molti farebbero carte false per essere seduti in panchina: oggi come oggi è molto difficile vivere questo mondo”.