Portici: finisce l’avventura di Carcarino come responsabile del settore giovanile. Ecco i...

Portici: finisce l’avventura di Carcarino come responsabile del settore giovanile. Ecco i motivi

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Carcarino

PORTICI. Finisce l’avventura come responsabile del settore giovanile di Massimo Carcarino al Portici 1906. Il dirigente ha voluto spiegare le motivazioni che lo hanno portato a prendere questa decisione, in esclusiva alla nostra redazione.

Carcarino-Portici: termina l’avventura

“Sia per ragioni professionali che si aggiungono ad altri, io e la mia famiglia abbiamo deciso di interrompere l’attività di scuola calcio, nonostante sia stato un anno bello, intenso, dove si sono creati rapporti umani sia coi bambini che con le loro rispettive famiglie. Lasciamo l’incarico in quanto non vediamo in proiezione un futuro “roseo”, in quanto nella città di Portici ci sono problemi strutturali non indifferenti, quali un campo dove poterci allenare con continuità e sicurezza, quindi ci facciamo da parte senza rammarichi, ma con la consapevolezza di aver dato tutto, inoltre mai abbiamo sentito la piena fiducia e alla condivisione del progetto, dove qualcuno senza conoscerci ci remava contro, prendendo accordi con terzi e via dicendo ancora in piena attività agonistica, emettendo comunicati con tanto di ufficialità di nuove nomine”.

“Settore giovanile considerato un peso”

“Il settore giovanile che dovrebbe essere la base di una società di calcio, purtroppo oggi viene scaricato, e viene considerato un peso, invece noi da quest’altra parte abbiamo come non mai era stato fatto in passato, dato lustre alla scuola calcio della squadra della città, facendo identificare i bambini in loro, senza considerali come spesso avviene, cioè un numero. Da tifoso, auguro al Portici 1906 grandi traguardi sportivi, sperando in una maggiore chiarezza e unità d’intenti da parte dei vertici societari al fine di garantire una qualcosa che duri nel tempo e valorizzi i ragazzi della nostra città”

Giovanni Visone
Scrivere è la mia più grande passione. In più, amo il calcio per cui descriverlo, raccontarlo e viverlo mi regala gioie immense. Insomma: dove c’è una storia da raccontare, lì c’è la mia mano.