Interviste

Ammendola

SARNO. Dopo un anno a Sorrento, torna alla base Simone Ammendola. Il terzino sinistro/destro classe ’99 torna alla Sarnese dal prestito in rossonero e raggiunge i suoi ex compagni di squadra Cioffi, Arpino e Favetta, nonché il ds Pasquale Ottobre. Ammendola, nato calcisticamente nei settori giovanili di Savoia e Aversa Normanna, ha buoni propositi per l’anno prossimo e ce li spiega in esclusiva.

“Sogno il salto in Lega Pro”

“Anzitutto sono molto felice di iniziare questa nuova esperienza in un campionato di Serie D per intero, perché anche due anni fa sono stato qui ma ho giocato poco in prima squadra. Sono felice che il direttore Ottobre abbia riposto in me di nuovo tanta fiducia e uno degli obiettivi che mi pongo è cercare di migliorarmi, come sto già cercando di fare ogni anno, e fare il salto di qualità che può portarmi in Lega Pro”.

“A Sorrento è mancata…”

“Il Sorrento poteva fare molto di più quest’anno, perché avevamo nomi importanti e che hanno sempre vinto. Tutti si aspettavano che la nostra squadra facesse meglio, ma alla fine è andata male. Ad oggi posso dire che l’Ebolitana era più forte di noi a livello difensivo, sia in casa che in trasferta, lì dove noi peccavamo di poca personalità. Ci è mancata compattezza fuori da Sorrento”.

“Sarnese? Può fare un buon campionato”

“A Sarno ritroverà tre amici con i quali ho stretto un bel rapporto. Con i nuovi innesti fatti dal ds Ottobre la Sarnese può disputare un buon campionato. Sappiamo che la visione calcistica della Sarnese è soprattutto incentrata sui giovani e quindi credo che un mix di giovani ed esperienza può solo farci bene”.

 

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De Lucia

NOLA. La stagione del Nola entra nel vivo, a pochi giorni dal pre-ritiro il Direttore Generale dei bianconeri Alfonso De Lucia è carico e voglioso ma allo stesso tempo determinato e deciso a dare a Nola ed ai suoi tifosi una squadra degna del suo blasone.

Partiamo dalla campagna abbonamenti…

“Abbiamo lanciato la nostra campagna abbonamenti, da martedi 25 saremo operativi con la consegna delle tessere è ci saranno tante novità per gli sportivi che sceglieranno di abbonarsi al Nola – racconta il D.G. – la prima è la consegna di una T-Shirt ufficiale simbolo della nostra nolanità, poi durante la stagione verranno inserite delle offerte speciali alle quali gli abbonati potranno accedervi ottenendo degli sconti favorevoli. Insomma chi si abbona al Nola 1925 non avrà solo il vantaggio di seguire la squadra ma anche quello di ottenere delle agevolazioni presso i nostri partner”.

“Vi spiego che squadra stiamo allestendo”

“Stiamo costruendo una squadra composta da calciatori di categoria e stiamo trattando calciatori di categoria superiore oltre che a giovani di prospettiva. Abbiamo contattato molti calciatori anche i cosiddetti “Top Player” per questa categoria ma alcuni di questi si sono rivelati solo tali per quanto riguarda il rettangolo verde, noi sin dal principio abbiamo detto che servono prima gli uomini e poi i calciatori abbiamo subito chiuso la porta a queste trattative perchè chi viene a Nola deve venire contento e deve essere consapevole del blasone e della storia che la nostra maglia ha.”

Sulle ultime vicende che hanno tenuto banco in città…

“Beh che dire, io penso che bisogna lavorare, lavorare e lavorare, in silenzio e con serietà, dobbiamo farlo noi come società, la squadra e sia i possibili o fantomatici acquirenti di questo storico nome. Le chiacchiere da bar non fanno altro che destabilizzare l’ambiente, ma noi come gruppo societario siamo forti, abbiamo l’esperienza giusta per non farci seppellire da tutte queste voci negative che ancora oggi sentiamo.

“Abbiamo tanta voglia di lavorare”

Noi abbiamo solo voglia di lavorare, crediamo in quello che stiamo facendo, non ci fermiamo davanti al “Dio Denaro”, non sappiamo che cosa sia, tutto quello che facciamo lo facciamo con il cuore. Non è detto che fare le cose con il cuore siano cose di basso livello, dalla mia esperienza posso dire che ho visto fare cose con il cuore che vanno aldilà della forza del “Dio Denaro”. Ho visto squadre costruite per la salvezza vincere campionati, quindi il mio pensiero è unico; alla fine il lavoro paga.

“La mentalità a Nola deve cambiare!”

Quindi io penso che, noi avendo a cuore le sorti di questa squadra e della nostra città, avendo un gruppo societario che sta programmando non da oggi ma da un bel pò e lavorando sodo come stiamo facendo e forse e ribadisco forse, perchè il lavoro programmatico della società forse nel breve termine comincerà a portare i suoi frutti, con l’aiuto di qualcuno che voglia sposare la causa bianconera ci impegneremo a riportare il Nola dove può arrivare, sempre se Nola ed alcuni nolani, sono disposti a cambiare mentalità, perchè Nola ed i Nolani non devono vivere del passato, Nola oggi manca da più di venti anni dal calcio professionistico e sono più di dieci anni che assistiamo alla comparsa ed alla scomparsa di fantomatiche società che promettono e non hanno mai mantenuto.

E’ la mentalità che deve cambiare, non dobbiamo pretendere di arrivarci subito ma dobbiamo crescere e costruire qualcosa che dia continuità e che non sia la solita meteora che brilla per pochi anni e poi torna nel suo oblio. Noi ce la metteremo tutta con tutti i nostri mezzi per riportare il Nola ai livelli di un tempo.”

 

(Ufficio stampa Nola)

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Ferrieri
Il direttore sportivo Vincenzo Ferrieri

FRATTAMAGGIORE. Con l’intervista che di seguito proponiamo, non intendiamo uscire fuori dal nostro target (Eccellenza Campania), bensì dare voce a una delegazione di tifosi frattesi che, date le due realtà di Frattamaggiore, vogliono più informazioni e certezze dalla Frattese di Serie D. Ecco la nostra intervista esclusiva al direttore sportivo dei nerostellati, Vincenzo Ferrieri.

Info progetto, obiettivi…

“Il nostro è un progetto, come primo anno, di assestamento. Un progetto dove faremo una squadra di giovani, anche perché tutti sappiamo che oggi in quarta serie bisogna avere almeno quattro giovani in campo, quattro in panchina e quattro a giro, se malauguratamente ci succede qualche infortunio o squalifica. Affiancheremo loro circa 6/7 persone di esperienza che lo scorso anno hanno fatto grandi campionati. Sono abituato a dire la verità e non fare promesse ai tifosi: sarà un anno di transizione, che ben vengano i risultati”.

Frattamaggiore sarà la vostra casa?

“Ieri sono stato con la proprietà, avendo chiuso i tre primi acquisti (Tufano, Roghi e Bosco, ndr), che mi ha aggiornato su un incontro che c’è stato con l’amministrazione comunale nelle persone del sindaco e dell’Assessore allo Sport. Incontro che si è rivelato positivo, avendo avuto delle ottime garanzie, anche perché penso che la prima squadra di Fratta e per i frattesi sia quella di Serie D”.

Chi sarà il nuovo allenatore della Frattese?

“Nei prossimi giorni scioglieremo anche il nodo allenatore però siamo in procinto di decidere. Non voglio fare nomi adesso, anche perché non i sembrerebbe corretto e carino nei confronti di chi poi non verrà scelto da noi”.

Possibile creare un canale diretto tra società e tifosi?

“Certamente, non c’è alcun tipo di problema. Io ho giocato a calcio e per come la penso, i tifosi sono la marcia in più di una squadra e quindi che ben vengano. Inoltre, la Frattese è dei tifosi, più che della proprietà, perché il tifoso è quello che viene al campo, che fa i sacrifici, che segue la squadra in trasferta. La tifoseria è il polmone pulsante di una squadra, perché ti è vicina sia nei momenti belli che in quelli brutti”.

Perché partire col ritorno ai Camaldoli e non con una presentazione ufficiale a Fratta?

“Questa è una cosa che ancora dobbiamo decidere, anche perché penso si faccia prima la presentazione a Frattamaggiore. Poi si va ai Camaldoli perché i “Kennedy” hanno vicino un ristorantino dove lì facciamo la doppia seduta, perché è una zona che si trova più in montagna. Non perché vogliamo allontanarci dai tifosi, assolutamente”.

“La Frattese è quella di Serie D”

“Se parliamo di Frattese, io penso che per un tifoso di Fratta è quella di Serie D. E’ un fatto storico, non lo dico io, bensì i numeri. Ma nulla togliere all’altra Frattese che sarà formata da grandi dirigenti, composta da una grande società, però la cosa più importante è che si tratta di un titolo preso da Casalnuovo e portato a Fratta. Quindi penso che la Frattese dei tifosi è proprio quella di Serie D”. 

 

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Carannante

BACOLI. Continua ad essere addensato di nubi nere il futuro della Bacoli Sibilla. Le dimissioni di presidente e vice arrivate dopo un discutibilissimo documento emesso dal comune sta lasciando i supporter bacolesi con il fiato sospeso.

L’ultimatum di Carannante

Il dimissionario vice presidente Tommaso Carannante lancia un ultimatum ad amministrazione comunale e imprenditori: “Abbiamo deciso che se entro martedì, termine perentorio, non avremo un confronto con l’amministrazione comunale allora cederemo il titolo gratis ad imprenditori bacolesi che al momento non ci hanno proprio interpellato”.

Se entro martedì…

Il vice presidente non esclude che la Sibilla possa lasciare Bacoli: “Se entro martedì non avremo risposte concrete trasferiremo il titolo lontano da Bacoli avendo già avuto dei colloqui con imprenditori napoletani che però vogliono fare calcio non a Bacoli. Abbiamo la morte nel cuore ma non siamo più disposti a continuare a fare sacrifici per essere poi bistrattati. Non lo meritiamo. Ci spiace per i bacolesi ma così non si può andare avanti”.

BACOLI. E’ stata una notte tormentata per i tifosi della Bacoli Sibilla 1925. Il comunicato di ieri sera emesso dal Presidente Capuano e dal suo vice Carannante ha lasciato sgomento. La pagina Facebook ufficiale della società è stata inondata di messaggi, i telefoni degli addetti ai lavori sono andati totalmente in tilt. Per delucidare la situazione il numero uno della Bacoli Sibilla, Gennaro Capuano, ha voluto rilasciare una intervista a 360°.

Presidente cosa vi ha spinto a fare quel comunicato a poche ore dal termine dell’iscrizione del campionato che lascia Bacoli senza calcio
“Voglio precisare che il sottoscritto in data odierna ha provveduto ad iscrivere la Sibilla al prossimo campionato di Eccellenza solo ed esclusivamente per rispetto di un paese che mi ha dato tanto in due anni di calcio. Rispondo cosi’ a chi voleva accusarmi di aver lasciato i bacolesi senza calcio e senza la loro amata Sibilla. La decisione di lasciare la società è scaturita da una settimana in cui attendevamo il solo documento di disponibilità del campo che ci ha visto tribolare per ottenerlo. Voglio evidenziare e sottolineare che dal nostro punto di vista non abbiamo nulla contro l’attuale Sindaco di Bacoli, Giovanni Picone, persone perbene e disponibile, ma il nostro malcontento è contro una classe dirigenziale di Bacoli che crede di essere i proprietari del Chiovato. Andare in municipio e sentirsi dire testualmente “ vi do il campo per pochi spiccioli” è inaccettabile perché costui non è il proprietario . Questo dirigente comunale dimentica o forse non sa che per fare un campionato di Eccellenza non ci vogliono pochi spiccioli ma decine di migliaia di euro. La Sibilla è della città e anche il Chiovato essendo un bene comunale è dei bacolesi”.
Presidente abbiamo saputo che il documento di disponibilità del campo lo avete ottenuto ma che è stato affiancato da un documento accompagnatorio. Potrebbe rilevarci se è vera sta cosa e di cosa si tratta?
“Purtroppo è vero e con tutto il rispetto per il Sindaco Picone, non possiamo accettare un simile documento specie in quel momento. Il documento ci impone la manutenzione ordinaria dell’intero impianto e delle strutture annesse ad esso, quando noi siamo fittuari ed inoltre il documento si conclude dicendo che se non dovessimo garantire la manutenzione il permesso per allenarci e fare le gare ha una sospensione con effetto immediato. Avrei accettato e lo avremmo ritenuto più giusto imporre alla nostra società di pagare eventuali danni provocati alla struttura durante i nostri orari di allenamento e durante le nostre gare di campionato, sicuramente non mi sarei tirato indietro anche perché qualcuno dimentica che a nostre spese l’anno scorso abbiamo provveduto alla sistemazione delle panchine che dopo i lavori erano sprovvisti di copertura e di aver fittato annualmente i bagni chimici come prescrittoci dal Comune. Inoltre mi da enormemente fastidio che noi Sibilla, prima squadra cittadina, veniamo quotidianamente paragonati e messi sullo stesso piano con le scuole calcio del paese. Noi per fare calcio facciamo enormi sacrifici solo per passione. Ribadisco quando detto ieri e concludo che la Sibilla è un bene comunale ed il titolo è a disposizione a patto che la squadra resti a Bacoli”
Ci potrebbe essere un qualcosa, un qualcuno che potrebbe farla tornare indietro nella decisione e costruire la squadra per il prossimo campionato?
“La ritengo una cosa molto difficile anche se non avrei problemi a confrontarmi e chiarire la mia situazione esclusivamente con il Sindaco di Bacoli, Picone, che tra l’altro conosco da sempre e che ho sempre stimato come persona e professionista”.

Signorelli

SAN GIORGIO. Confermata la nostra anteprima: Gennaro Signorelli ha firmato con il Pomigliano. In serata, l’attaccante, quest’anno in forza al San Giorgio, ha messo nero su bianco e dunque ha fatto il cosiddetto salto di categoria approdando in quarta serie.

Signorelli: “Grazie San Giorgio”

In esclusiva ai nostri microfoni, il calciatore ha espresso un pensiero molto carino nei confronti della sua ormai ex squadra: “Non posso far altro che ringraziare tutte le persone che hanno fatto parte di questa splendida famiglia. Ringrazio tutti per avermi fatto stare sempre bene e per avermi dato la possibilità di rilanciarmi dopo qualche anno non facile. Il rammarico per la finale playoff persa resterà, ma siamo usciti a testa alta io e tutti i miei compagni”.

“Voglio risalire tra i Pro”

Signorelli ha continuato: “Col Pomigliano daremo filo da torcere a tutti l’anno prossimo, con la consapevolezza di dare sempre tutto in campo. Alla fine del campionato si vedrà. A livello personale, il mio obiettivo sarà quello di disputare una grande stagione e cercare di risalire nei professionisti”.

 

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Ferraro
Il tecnico dell'Audax Cervinara, Pasquale Ferraro

CERVINARA. La decisione è stata presa: Pasquale Ferraro saluta il suo Cervinara. Dopo l’incontro di ieri sera tra il presidente dei caudini, Joe Ricci, e l’allenatore Ferraro (conclusosi con un nulla di fatto), è arrivata la notizia che nessun tifoso voleva avere: Ferraro nuovo allenatore del Grotta.

“Lascio Cervinara perché…”

In esclusiva per la nostra redazione, Ferraro ci spiega: “Sicuramente in questo momento sento il bisogno di salutare piazza, tifosi e giocatori per come sono stato e per come mi hanno fatto sentire. Questa è una decisione presa per una questione di motivazioni calcistiche. Secondo me, a Cervinara si è fatto il massimo e ritengo che un mini-ciclo si è chiuso ed è meglio andare via. Grotta è una piazza importante, con un passato importante. Lì mi hanno gratificato sotto ogni punto di vista. Scendo di categoria ma con l’obiettivo di vincere”.

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Panico
Nicola Panico in azione

MUGNANO DI NAPOLI. Al momento è sotto i riflettori per la sua partecipazione a Temptation Island, reality show che va in onda ogni lunedì su canale 5, ma da ben 17 anni lo è stato per i suoi importanti e sempre vincenti trascorsi sul rettangolo verde. E continuerà ad esserlo. Stiamo parlando di Nicola Panico, attaccante classe ’83, fratello di quell’Arcangelo che quest’anno ha vinto il campionato di Eccellenza con il Portici, così come Nicola, ha fatto con quello in Molise, con la maglia del Macchia.

Una vita lontano dalla Campania… 

Nicola Panico, ormai da ben 12 anni gioca lontano dalla sua Campania. Da quella stagione 20015-20016 in qui firmò con l’Atletico Trivento (Campobasso), per proseguire poi con Turris Santa Croce, Campobasso, Termoli, Isernia, Bojano e Macchia (lì dove quest’anno ha realizzato la bellezza di 42 reti). 12 anni spesi tra Eccellenza e Serie D e lontano dalla Campania…

Tornare? Mi farebbe piacere…

Nicola Panico è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni e subito ci spiega: “Mi piacerebbe tornare protagonista anche qui in Campania. Ho avuto più volte l’occasione, ma ho sempre rifiutato per alcuni motivi. Adesso però ho 33 anni e sarei davvero felice di vincere qualcosa nella mia terra”. 

Torre Annunziata, piazza da Serie B!

321 presenze in 17 anni di carriera, una di queste avvenne nel 2000 con la gloriosa maglia del Savoia. Un momento che difficilmente potrà riprovare ma che il calciatore intende ricordare così: Torre Annunziata è una piazza che può fare la Serie B sempre. Quest’anno ho avuto modo di vedere Savoia-Portici e ho rivisto e soprattutto risentito le stesse emozioni dell’esordio in Serie B che feci con la maglia biancoscudata! Un’emozione unica!”

Tornerei volentieri al Savoia…

Emozioni uniche e che forse, in tanti anni di carriera, Panico non ha mai avuto modo di risentire e riprovare. Infatti, alla domanda “Torneresti ad indossare una maglia così gloriosa anche in Serie D o Eccellenza?”, ecco la sua risposta: “Certo, volentieri! E’ una delle poche maglie che ho seguito anche da lontano, sui social e su internet più in generale. Tranne l’anno scorso che ho tifato contro perché nel Portici giocava mio fratello Arcangelo”. 

Richieste di mercato

Panico ci svela, inoltre, alcune delle società che si sono fatte avanti per lui: “Ho avuto molte richieste, ma sinceramente ne ho già rifiutate molte. Alla mia età non cerco più l’avventura per un anno, ma un progetto serio e duraturo. Si sono fatte avanti società di Lazio, Molise e Abruzzo tra cui Cassino e Termoli“.

 

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Agata

NAPOLI. Luigi Agata: un nome, una garanzia. Centrocampista classe 1980 e con un curriculum di tutto rispetto. Reduce da una stagione a metà tra Isola di Procida e Savoia, ma ex di Nola, Serre, Agropoli, Montesarchio e Torrecuso. Metronomo di centrocampo, geometrie assicurate con uno che ha il calcio impresso nel cuore e nella mente.

“Priorità al Savoia, ma…”

La mia priorità, l’ho sempre detto, resta il Savoia. – Ha esordito così Luigi Agata, in esclusiva ai nostri microfoni – Ma, ad oggi, non mi è arrivata nessuna telefonata da parte del club oplontino, dunque devo comunque guardarmi intorno. E’ ovvio che mi farebbe piacere restare a Torre, a chi non farebbe piacere giocare in un club che ha fatto la storia come il Savoia?”

Obiettivi per il futuro

Idee chiare per l’esperto centrocampista che traccia i suoi obiettivi primari in vista della prossima stagione: “I miei obiettivi sono sempre gli stessi. Vorrei far parte di una squadra e di una società importante, fatta di persone serie, come quelle che ho trovato al Savoia, e ambiziose. Ma la serietà prima di tutto, credo sia la cosa fondamentale”.

“Dispiace per il Procida…”

Come anticipato, Agata ha indossato nella prima metà di stagione anche la casacca biancorossa del Procida e la notizia del passaggio del titolo sportivo ad Ischia, con successiva scomparsa (almeno per ora) del calcio a Procida, ha fatto rammaricare Agata: “Dispiace perché anche a Procida ho incontrato persone per bene e serie, non conosco i problemi che hanno portato a tale decisione. Portare avanti un progetto con un solo presidente diventa difficile, ma Muro, persona eccezionale, cercherà in ogni modo di salvare il calcio a Procida”.

“Vicino a Torre Annunziata”

Tutti sanno della tragedia capitata a Torre Annunziata nelle ultime ore, il centrocampista, a cuore aperto: “Sono vicino a tutta la città di Torre per il danno accidentale che ha causato la morte di otto persone innocenti. Il mio più sentito cordoglio nei confronti delle famiglie volate via, verso il cielo”.

 

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Carcarino

PORTICI. Finisce l’avventura come responsabile del settore giovanile di Massimo Carcarino al Portici 1906. Il dirigente ha voluto spiegare le motivazioni che lo hanno portato a prendere questa decisione, in esclusiva alla nostra redazione.

Carcarino-Portici: termina l’avventura

“Sia per ragioni professionali che si aggiungono ad altri, io e la mia famiglia abbiamo deciso di interrompere l’attività di scuola calcio, nonostante sia stato un anno bello, intenso, dove si sono creati rapporti umani sia coi bambini che con le loro rispettive famiglie. Lasciamo l’incarico in quanto non vediamo in proiezione un futuro “roseo”, in quanto nella città di Portici ci sono problemi strutturali non indifferenti, quali un campo dove poterci allenare con continuità e sicurezza, quindi ci facciamo da parte senza rammarichi, ma con la consapevolezza di aver dato tutto, inoltre mai abbiamo sentito la piena fiducia e alla condivisione del progetto, dove qualcuno senza conoscerci ci remava contro, prendendo accordi con terzi e via dicendo ancora in piena attività agonistica, emettendo comunicati con tanto di ufficialità di nuove nomine”.

“Settore giovanile considerato un peso”

“Il settore giovanile che dovrebbe essere la base di una società di calcio, purtroppo oggi viene scaricato, e viene considerato un peso, invece noi da quest’altra parte abbiamo come non mai era stato fatto in passato, dato lustre alla scuola calcio della squadra della città, facendo identificare i bambini in loro, senza considerali come spesso avviene, cioè un numero. Da tifoso, auguro al Portici 1906 grandi traguardi sportivi, sperando in una maggiore chiarezza e unità d’intenti da parte dei vertici societari al fine di garantire una qualcosa che duri nel tempo e valorizzi i ragazzi della nostra città”

Direzione

Simone Scala
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Redazione

Giovanni Luca Ragosta
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Giovanni Visone
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